Il Tevere: una linfa di storia e civiltà che scorre insinuandosi tra i gomiti serrati delle strade romane, un flusso continuo col passato che sfocia nel presente per scivolare via, sotto i ponti.
La storia è quella di una città e poi di un impero che ha conquistato il mondo. Roma. Eppure, il passo iniziale nel cammino espansionistico si è compiuto proprio con l’edificazione del primo ponte, se così può già definirsi una passerella fatta di rudimentali assi. E’ grazie a una semplicissima struttura lignea che dalla riva sinistra i romani si congiunsero alla “Regio Transtiberim”, il futuro rione Trastevere.

Quale significato si nasconde nell’etimologia del ponte? Il nome non subito si ricollega alla figura del pontefice: il sommo sacerdote, ritenuto l’intermediario tra gli uomini e la sfera divina. Da sempre l’acqua ha rappresentato l’elemento sacro per eccellenza, da sempre ha convalidato molti dei riti religiosi. E al ponte si riconobbe, in un certo qual modo, lo stesso ruolo esercitato dal pontefice. Quel passaggio sospeso nel vuoto si trasformò in un trait d’union fra i romani e il loro fiume sacro, quel passaggio sull’acqua rappresentò più di un semplice legame, divenne l’interlocutore tra realtà terrestre e fluviale.

Tappa dopo tappa, da Nord a Sud, l’itinerario dei ponti della città. Un collegamento tra i romani e il loro fiume.

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